Mingione Girolamo

Land1

land2

land3

land4

land5

land6

land7

land8

land9

land10

land11

land12


Mingione

Il mondo armonico

Immagini di Girolamo Mingione

presentazione di Roberto Zuccalà

Sugli artisti in particolare, ma sul genere umano in generale, l’ordine e la proporzione hanno sempre esercitato una forte attrazione… quasi un bisogno. Nell’ordine poi, l’esasperazione delle proporzioni dei volumi, il loro peso estetico e visivo, la simmetria, hanno esercitato da sempre molto più che un’attrazione, divenendo addirittura una necessità… un vincolo.

Se, per certi versi, l’aggettivo “simmetrico” diviene spesso il sinonimo di equilibrio e proporzione, si intuisce come, altrettanto spesso, la realizzazione simmetrica di un’ opera diventa verosimilmente recepita e intimamente percepita come bella. Nasce da questa osservazione l’equazione: simmetria uguale bellezza, uguale armonia.

Scopriamo due parole semplicissime… Sdoppiamento e Ripetizione e usandole come nostri stendardi, la nostra percezione del mondo visto diventa fluibile, percepibile, memorizzabile, intuibile e tutto il nostro essere si allontana dal caos e visivo e mentale, perché non sarà più necessario un riordinamento di tracce… ottiche.

Il nostro mondo visto e percepito quindi, sarà sdoppiato, sarà simmetrico, sarà armonico e ogni impensabile irregolarità, ogni eccezione alla regolarità, anche se minima o impercettibile, diventerà una tromba che squilla, diventerà un magnete che attrae… il nostro sguardo, la nostra attenzione verrà attirata – come in un vortice – proprio da quella irregolarità, da quella asimmetria, da quella anomalia.

Tutto questo è noto a Girolamo Mingione, abile creatore d’immagini realizzate in camera chiara; per l’autore laziale la simmetria è l’ambiente naturale dove far pascolare le sue idee.

Nascono paesaggi semplici… ossessivi… privi di ostacoli, ma ciò nonostante opprimenti… anzi inquieti. In questi scenari fortemente teatrali, fioriscono pensieri, i suoi pensieri; timori, i suoi timori; ricordi, i suoi ricordi, ma anche allucinazioni e incantesimi, si riversa cioè – sull’immagine creata – la sua percezione del mondo e della vita, che si esprime attraverso simboli e segnali, forse solo suoi… forse anche nostri… forse… di tutti.

Certo è che la sensazione che si prova al cospetto di queste immagini è questa irrefrenabile ricerca, questa indomabile esigenza di ordine e di regolarità come un bisogno innato e imprescindibile della sua natura umana.