












Il mondo armonico
Immagini di Girolamo Mingione
presentazione di Roberto Zuccalà
Sugli artisti in particolare, ma sul genere umano in generale, l’ordine e la proporzione hanno sempre esercitato una forte attrazione… quasi un bisogno. Nell’ordine poi, l’esasperazione delle proporzioni dei volumi, il loro peso estetico e visivo, la simmetria, hanno esercitato da sempre molto più che un’attrazione, divenendo addirittura una necessità… un vincolo.
Se, per certi versi, l’aggettivo “simmetrico” diviene spesso il sinonimo di equilibrio e proporzione, si intuisce come, altrettanto spesso, la realizzazione simmetrica di un’ opera diventa verosimilmente recepita e intimamente percepita come bella. Nasce da questa osservazione l’equazione: simmetria uguale bellezza, uguale armonia.
Scopriamo due parole semplicissime… Sdoppiamento e Ripetizione e usandole come nostri stendardi, la nostra percezione del mondo visto diventa fluibile, percepibile, memorizzabile, intuibile e tutto il nostro essere si allontana dal caos e visivo e mentale, perché non sarà più necessario un riordinamento di tracce… ottiche.
Il nostro mondo visto e percepito quindi, sarà sdoppiato, sarà simmetrico, sarà armonico e ogni impensabile irregolarità, ogni eccezione alla regolarità, anche se minima o impercettibile, diventerà una tromba che squilla, diventerà un magnete che attrae… il nostro sguardo, la nostra attenzione verrà attirata – come in un vortice – proprio da quella irregolarità, da quella asimmetria, da quella anomalia.
Tutto questo è noto a Girolamo Mingione, abile creatore d’immagini realizzate in camera chiara; per l’autore laziale la simmetria è l’ambiente naturale dove far pascolare le sue idee.
Nascono paesaggi semplici… ossessivi… privi di ostacoli, ma ciò nonostante opprimenti… anzi inquieti. In questi scenari fortemente teatrali, fioriscono pensieri, i suoi pensieri; timori, i suoi timori; ricordi, i suoi ricordi, ma anche allucinazioni e incantesimi, si riversa cioè – sull’immagine creata – la sua percezione del mondo e della vita, che si esprime attraverso simboli e segnali, forse solo suoi… forse anche nostri… forse… di tutti.
Certo è che la sensazione che si prova al cospetto di queste immagini è questa irrefrenabile ricerca, questa indomabile esigenza di ordine e di regolarità come un bisogno innato e imprescindibile della sua natura umana.