back Pietropaolo Annamaria

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“L'eterno femminino” l’espressione che Goethe usa nel  Faust  ad indicare le caratteristiche eterne, immutabili, del fascino femminile ovvero  della femminilità. E la  femminilità, sappiamo, è in realtà l’insieme delle qualità che sono proprie di una donna; l’insieme delle caratteristiche che la contraddistinguono nel comportamento, nell’animo, nel gusto. Allora, per noi che per motivi più diversi siamo vicini ed attenti al mondo dell’espressione fotografica, può,  alla luce di quanto detto, incuriosirci un viaggio nel mondo della fotografia firmata donna  per verificarne le tendenze di linguaggio, di gusto, di sensibilità.La tesi secondo la quale il fotografare è, prima di tutto, la manifestazione di un temperamento e solo in secondo luogo frutto di alchimie tecniche, può essere dimostrato ancora una volta attraverso i lavori di Annamaria Pietropaolo. Ci hanno insegnato che il senso di un messaggio si deve cogliere a vari livelli, talvolta non espliciti, molto spesso condizionati dal mutuo lavoro di codificazione-decodificazione che intercorre fra l’autore e il fruitore di un’immagine e i messaggi che ci lascia Annamaria sono innumerevoli. Nelle foto e nelle immagini dell’autrice, si coglie il desiderio di raccontarsi di narrarsi. Attraverso corpi di danzatori, attraverso trasparenze di vetri colorati, attraverso luci raccolte su un’autostrada o, anche e semplicemente  attraverso il corpo di modelle occasionali  da lei ritratte, Annamaria racconta le sue esperienze vissute con la macchina fotografica. Racconta attraverso i luoghi o gli oggetti a lei cari, racconta attraverso simboli o riferimenti comuni, come può esserlo il mare che, per lei, assume dimensioni al limite del magico. Per mezzo delle sue fotografie si percepisce la crescita del suo spessore: dalle visioni immediate si arriva alla scoperta delle cose semplici, dei dettagli, dei particolari. Pietropaolo, insaziabile nel fotografare, in ogni sua ricerca va oltre i facili confini e.... come un pittore, come un musicista, cede alle lusinghe del comporre e le fotografia acquistano un taglio, una dimensione tutta sua, unica, riconoscibile. spesso un sapore metafisico nei suoi lavori, frequente un rimando al surreale, all’irrazionale. Ecco perché sostengo che, attraverso le sue fotografie, Pietropaolo si racconta perché anche se le fotografie o immagini da lei realizzate hanno temi o linguaggi diversi, spesso anche diametralmente opposti, tutte comunque sembrano ricondurre prepotentemente ad una sua personale emozionalità.